Stefano Severi nasce in un pomeriggio d’estate dei primi anni ’70.
Senza sapere bene di cosa si tratti, a sedici anni decide di iscriversi ad un corso di Yoga: la sua prima lezione fu di una intensità straordinaria, tanto che lui la definisce “il ritorno a casa”. Da quel momento la sua pratica si fa assidua e il suo percorso lo porta ad approfondire l’antica arte dello Yoga e della Meditazione da diverse angolature.
Comincia con la tradizione di Paramahansa Yogananda e Swami Śivānanda per poi studiare le tecniche di Hatha Yoga secondo la scuola di André Van Lysebeth. Nel frattempo la lettura del libro “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” lo porta ad avventurarsi nello studio del pensiero e delle pratiche di Georges Ivanovič Gurdjieff, frequentando per 7 anni l’Associazione Italiana Studi sull’Uomo di Milano, affiliata all’Institut G.I.Gurdjieff di Parigi e all’Associazione Internazionale delle Fondazioni Gurdjieff.
Nel 1997 diviene insegnante Yoga e tiene i suoi primi corsi a Modena.
Il suo percorso abbraccia per un settennio la teoria e la pratica del Siddha Siddhanta Yoga di Swami Gitananda Giri, il leone di Pondicherry. In quel periodo approfondisce anche la meditazione Vipassana facendo ritiri intensivi con John Coleman (l’insegnante di Tiziano Terzani) e al Dhamma Atala nella tradizione di S.N. Goenka e Sayagyi U Ba Khin.
Accanto allo Yoga si diletta a studiare lo sciamanesimo. Frequenta e si diploma alla Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini con una tesi sperimentale sullo sciamanesimo brasiliano, compiuta anche grazie a diversi viaggi effettuati nelle foreste del Brasile. Diviene amico del direttore della Scuola, Gianluca Magi, col quale passa diverso tempo a riflettere e meditare sulle differenti sfaccettature dell’esistenza. Lo studio di testi di alcuni autori indiani come Krishnamurti, Nisargadatta Maharaj e Ramana Maharshi è stato per lui fonte di grande ispirazione.
Cominciano così i viaggi in Oriente, dove incontra direttamente, grazie ad un soggiorno a Tiruvannamalai (India), la tradizione dell’Advaita Vedanta. L’esperienza ad Arunachala, il sacro monte di Śiva, rimane memorabile. Nelle grotte della montagna le intense meditazioni risvegliano in lui la consapevolezza di līlā, il grande gioco dell’esistenza, e del fatto che l’io è solo una costruzione mentale.
Fondatore e Presidente del centro Armonia Yoga di Modena, tiene intensivi di Yoga e Meditazione, stage e Satsang in tutta Italia.